VAYAK’HEL-PEKUDE 5771 – AMORE NON PLATONICO!

Qual è l’errore di Platone che è agli antipodi della fede ebraica?

L’occidente e la visione ebraica: due pianeti opposti!

Alcuni punti della lezione:

1. La tua famiglia, i tuoi figli, il lavoro, sono come hai desiderato che fossero? Il rapporto tra ciò che è ideale e ciò che è reale. Se una persona basa vive nella dimensione astratta dei propri sogni, non accetta la realtà e tende a fuggire, non vivendo pienamente la propria vita.

2. La teoria di Platone: nell’idea c’era la perfezione, non nel mondo fisico. Il suo pensiero, volto alla ricerca della perfezione che non si trova nella materia, diventa la base della cultura greca, del mondo romano e dell’intero occidente, fino ad oggi. Il pensiero ebraico si contrappone a tale visione della vita. In quale modo?

3. Due parashot intere ripetono la spiegazione che tutto ciò che Moshè aveva ordinato era stato eseguito perfettamente. La Torà non ripete facilmente un concetto, in quanto in essa ogni parola, ogni lettera ha un significato. Perché allora c’è questa ripetizione? Qual è l’insegnamento che si può trarre?

4. Il Santuario vero non è quello che Moshè ha visto in visione, ma quello materiale realizzato da Betzalèl: la pratica è superiore all’idea!

5. Ognuno di noi deve costruire un santuario dentro di sè, nella nostra vita, come dice la Torà “costruirete un santuario e mi rivelerò in voi”. Nel costruirlo dobbiamo ricordarci dei due santuari, quello spirituale e quello materiale, avendo in mente che la finalità reale del santuario non è quella ideale, ma quella concreta! Dobbiamo vivere nella vita reale e non cercare di rifugiarci nelle illusioni, scappando dalla realtà.

Riassunto.

Qual è l’errore di Platone che è agli antipodi della fede ebraica? L’occidente e la visione ebraica: due pianeti opposti!

La teoria di Platone: il mondo fisico non poteva rappresentare la verità assoluta, ritrovandola invece nel mondo astratto del pensiero, superiore alla materia. Indentificava due mondi: quello delle idee, che non si deteriora mai, e quello fisico, falso.

Il pensiero ebraico non cerca la bellezza mediante la perfezione ideale. L’insegnamento della parashà di Pekudè, per riconoscere il valore del mondo materiale, della realtà, che D-o ha creato per avere un luogo in cui dimorare. La superiorità del santuario materiale rispetto a quello spirituale. Hashem si rivela in quello materiale! 

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rav Bekhor

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in memoria di Ruben Parigi z”l.

אָדָם, לַהֶבֶל דָּמָה; יָמָיו, כְּצֵל עוֹבֵר
Salmi 144, 4: L’uomo è simile a un soffio, i suoi giorni sono come ombra che passa.

Robi Parigi ci ha lasciati improvvisamente come l’ombra di un piccione passante il 1 Marzo 2011 / 26 Adar I 5711.

A volte la vita passa veloce come si muove la nostra ombra. A volte la vita sparisce come sparisce l’ombra.

L’uomo si illude spesso di essere autonomo di vivere a lungo e quando un amico ci lascia così all’improvviso abbiamo tutti il dovere di riflettere sul valore della vita che ci da D-o, sul valore della salute che abbiamo che diamo per scontato.
Dobbiamo imparare ad apprezzare ogni istante della vita e cercare di vivere cercando pensare anche agli altri, ad uscire dal nostro emisfero egoistico che ci fa pensare solo a noi stessi, proviamo a seguire un po’ l’esempio del nostro amato amico Robi. Se seguissimo anche in piccola parte la sua generosità il mondo sarebbe molto migliore.

In questi momenti difficili dobbiamo prima di tutto ricordare che tutto ciò che succede fa parte di un piano divino a volte incomprensibile ma non sta a noi capire. Non esiste una grande orchestra senza un direttore e la più grande orchestra esistente è questo mondo con tutte le sue miriadi creature.
Robi ha sempre avuto ben chiaro questo concetto, infatti anche nei momenti di agonia che avrebbe voluto fare “sciopero” col Padre Eterno poi si è ripreso la fede e ha continuato a pregare e chissà che il Padre Eterno non l’abbia esaudito in parte. Infatti l’ha preso in una maniera così veloce che non ha avuto il tempo di soffrire moltissimo come in casi analoghi di questo tipo di tumore.
Questo purtroppo per la moglie Susy e i figli è un maggior dolore ma dobbiamo ricordare ciò che è bene per il nostro amato e mettere da parte i nostri sentimenti a favore di quelli del nostro amato.
Robi era e sarà sempre un amico super speciale. Era sempre disponibile ad aiutare il prossimo e a divulgare la parola di D-o e la Torà.
Dopo la sua morte continuo a scoprire tante opere di bene che Robi faceva di nascosto e guai se si venivano a sapere.
Ha fatto moltissimo per aiutare gli ebrei nella missione di illuminare il mondo di monoteismo e attaccatissimo alla terra di Israele.

Un giusto tra le nazioni un’anima speciale che ha tanto sognato di diventare ebreo e non ha smesso di sognarlo fino all’ultimo momento della sua vita.

Ci sono tante cose che si potrebbero raccontare del nostro Robi, tanti insegnamenti ma uno particolare che lo rendeva molto simile all’essere ebreo era il suo comportamento controcorrente. Sappiamo che nel DNA dell’ebreo e l’essere rivoluzionario non farsi trascinare dalla corrente. Non a caso i pesci permessi dall’alimentazione ebraica sono solo quelli che vanno contro corrente. Per poter fare la sua difficile missione l’ebreo DEVE avere ben chiaro e forte questo sentimento anticonformista.
Proprio come il primo ebreo della storia Abramo il più grande e importante rivoluzionario di tutti i tempi. Tutto il mondo idolatra da una parte e lui da solo dall’altra.
Non a caso Robi era nato con l’anima da ebreo e non si lasciava fuorviare dal materialismo, cercava di portare spiritualità nella sua vita e tra coloro che gli erano vicini, amici e familiari. Il venerdì sera santificava il Sabato, come ci ha comandato il nostro Creatore per testimoniare che c’è un creatore in questo mondo che si è fermato nel giorno santo, invece di andare a divertirsi. Circondato da un mondo diverso da questi ideali non si faceva mai condizionare ma era lui a influenzare gli altri.

Aspettiamo ogni momento l’arrivo del Messia e la redenzione finale e la resurrezione di tutti i morti e come dice il Talmud tutti i gentili che hanno aiutato Israel nella loro missione si rialzeranno e anche il nostro Robi si rialzerà con tutti i giusti fra le nazioni.

Rav Shlomo Bekhor

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Una risposta a VAYAK’HEL-PEKUDE 5771 – AMORE NON PLATONICO!

  1. Rottas scrive:

    B’H’ SHALOM CARISSIMO RAV SHLOMO,
    è difficile ma bisogna accettare la realtà, certo tendendo all’ideale ma affrontando la realtà. Questa è la lezione delle 2 parashot “ideali” cn lo skema del santuario e poi delle 2 parashot “reali” cn la sua realizzazione pratica. Interessante notare ke le prime sono separate dalle seconde dalla parashà “Ki tissà” dove c’è descritto un “prima ed un dopo” cn le Luhot a Brith “ideali” e poi quelle “pratike” coi commentari della Ghemarà, Talmud e mistica. Ed in Ki tissà troviamo anke il peccato ke si fa spesso quando nn si accetta la realtà (vitello d’oro=idolatria) e il modo di fare tikkun insegnato a Moshè da KBH cioè recitare i 13 Attributi e quindi ritornando (Teshuvà) alla realtà. Dici Bene quando spieghi ke KBH desidera le ns lodi fatte cn fatica vincendo l’idolatria lottando e le apprezza molto di più di quelle degli angeli ke nn devono lottare xkè nn hanno il libero arbitrio e quindi lodano in automatico.
    Perciò passate le “ideali” Terumà e Tetzavè (senza il Nome di KBH) quindi “maskerate ed astratte” visto il peccato dovuto all’ideale astratto in Ki Tissà ed il modo x rimediare; siamo finalmente nella realtà cn Vayakel Pekudè cn la pratica e cn il nome di KBH conclamato ed il Mishkan pratico reale dove adesso KBH può risiedere in mezzo al Suo Popolo. SKOIAH,HAZAK BARUH

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