NOAKH 5779: 6 LEZIONI PRECEDENTI

Questo Shabbàt 13 Ottobre 2018, 4 Cheshvan 5779 leggeremo la Parashà di NOAKH  Gen. 6,9-11,32.

HAFTARÀ
Sefarditi: Is. 54: 1 – 54: 10
Ashkenziti: Is. 54: 1 – 55: 5

A pagina 128 del Volume Bereshìt (edizioni Mamash)

SCORPIONE: GELO MESSIANICO

Quando l’autunno è in pieno svolgimento, non vogliamo sentire freddo. Tuttavia anche il freddo può essere santo! Il mazàl (segno zodiacale) del nuovo mese ebraico di Kheshvàn (ottobre – novembre) è lo scorpione, noto per il suo freddo veleno. Anche se non adoriamo o crediamo nei segni astrologici, secondo la Cabalà, il mazàl riflette qualcosa dell’essenza del mese.

Lo scorpione non rappresenta solo freddezza negativa, ma anche un livello elevato di consapevolezza, una caratteristica messianica importante per la rettifica del mondo intero.

Il mese di Kheshvàn è iniziato e le vacanze sono oramai solo un piacevole ricordo. L’entusiasmo del mese di Tishrè (settembre – ottobre) ha già iniziato a sciogliersi (purtroppo). Fuori sta diventando un po’ freddo, come, forse, i nostri cuori. Il cielo è diventato nuvoloso, come il “riflesso” del nostro ritorno alla realtà mondana.

Potremmo pensare che in momenti come questi, il meglio che possiamo fare è aggrapparci ai dolci ricordi di Tishrè: cercare di stare al caldo della capanna, sotto l’ombra di Hashèm e “prendere in prestito” un po’ di calore dalla luce della prossima Khanukà.

Ma come sempre, la prospettiva della dimensione interiore della Torà ci rivela il lavoro positivo che possiamo fare anche con “i brividi….” del mese di Kheshvàn.

Serpenti e Scorpioni

Il mazàl del mese di Kheshvàn è lo scorpione velenoso. Nella Torà, lo scorpione appare generalmente assieme al serpente, nei versetti (Deuteronomio 8, 15) che descrivono il “grande e terrificante deserto” come il luogo di “serpenti, saràf e scorpioni …”. Anche Il pozzo in cui Giuseppe fu gettato dai suoi fratelli, viene descritto come vuoto, “senza acqua”. I nostri saggi aggiungono che mentre non c’era acqua nella fossa, c’erano certamente serpenti e scorpioni.

Qual è la differenza tra il serpente e lo scorpione? I nostri saggi insegnano che c’è una differenza tra i loro veleni. Il veleno del serpente è caldo, mentre quello dello scorpione è freddo: in ebraico, le lettere centrali della parola scorpione – akràv, sono kuf – resh, formano la parola kar – freddo.

Nell’anima dell’uomo, il veleno del serpente è espresso come calore negativo e dannoso – come “sangue caldo” e desiderio ardente di qualcosa.

All’opposto, il veleno dello scorpione è espresso come pericolosa freddezza e apatia verso qualsiasi cosa importante e santa che appassiona l’anima. Ora capiamo perché il freddo e il cielo coperto di Kheshvàn si adattano al mazàl dello scorpione. Affondare nella routine fredda, senza calore o entusiasmo è l’essenza stessa della puntura dello scorpione.

Cosa è più pericoloso? Il serpente o lo scorpione? A livello superficiale, potremmo pensare che il fuoco della lussuria sia più pericoloso dell’apatia e della freddezza per lo spirito. Dopo tutto, il fuoco della lussuria spinge le persone al peccato e al grave errore, mentre la freddezza semplicemente fa sì che le persone realizzino buone azioni, senza vitalità o energia. Quindi, nel peggiore dei casi, la freddezza non impedisce di compiere le buone azioni.

In verità, tuttavia, il freddo veleno è più pericoloso. Il calore è un segno di vita, mentre il freddo è tipico della morte. Una persona che brucia di desiderio per qualcosa o qualcuno di futile è davvero in una situazione pericolosa, ma perlomeno la sua vitalità è forte. Una persona che affondata nell’apatia e nella freddezza, invece rischia di spegnere la “scintilla della vita”.

Possiamo spiegarlo in un altro modo: secondo la legge ebraica, una persona in piedi nella preghiera assoluta della AMIDA, quando un serpente si avvolge attorno al suo tallone non dovrebbe fermare la sua preghiera. Ma se vede uno scorpione avanzare verso di lui, deve smettere di pregare e fuggire. Perché? Perché il serpente non morde senza essere provocato. Lo scorpione, d’altra parte, pungerà sempre. Applicato all’anima il desiderio ardente della inclinazione al male ha bisogno della complicità del suo “socio” il corpo. Perciò se una persona è legata alla santità – immerso nella preghiera – può facilmente ignorare la sua CALOROSA inclinazione al male. D’altra parte, il freddo che lo scorpione inietta nella persona filtra nella sua routine quotidiana, anche se apparentemente è innocuo, e dopo solo una battaglia quotidiana può salvarci da esso.

Calore Santo e Freddo Positivo

Chiaramente, proprio come ci sono serpenti e scorpioni negativi e dannosi, possiamo anche trovare la santità in essi. Dove vi è calore e la lussuria dell’inclinazione malvagia, vi è, potenzialmente, anche calore santo ed entusiasmo: un cuore caldo e premuroso, si entusiasma facilmente per tutto ciò che ha a che fare con la santità; il fuoco sacro della preghiera, l’apprendimento della Torà o l’adempimento delle mitzvòt. Di contro, esiste un’apatia positiva o una freddezza santa?

Nel Pirkè Avòt (Massime dei padri), le parole e gli insegnamenti dei maestri della Torà, sono paragonate al “pungiglione dello scorpione…”. Quando uno studioso della Torà è costretto a essere critico e assertivo per scopi educativi, il suo “pungiglione”, le sue parole, non sono frutto di un temperamento focoso e NON posato. Invece, egli è capace di agire con il pensiero chiaro, freddo che gli consente di comportarsi in modo lucido e corretto.

Ad un livello più profondo, proprio come abbiamo bisogno di entusiasmo ed energia per il positivo, abbiamo bisogno di freddezza e apatia per le vertiginose tentazioni di questo mondo. Persino la disperazione può essere una caratteristica positiva, quando è incanalata nella giusta direzione. Una persona abituata a relazioni superficiali e fugaci, può davvero investire le sue energie in una relazione stabile e profonda? Anche qui sembra che in superficie sia preferibile il calore e l’entusiasmo. Ma l’approccio interiore rivela che finché non ci siamo calmati dal nostro desiderio di soluzioni facili e superficiali, la nostra ansia per la santità può anche essere mescolata con molta immaginazione e superficialità.

Scorpione Messianico

Al di là del serpente positivo e dello scorpione nell’anima, queste creature annunciano anche un messaggio di redenzione per tutti. La Cabalà insegna che il valore numerico di נחש – nakhàsh / serpente è uguale al valore numerico di משיח – Mashiàkh / Messia: 358.

Nella Torà Yishay è il padre del re David (il padre di Mashiàkh), e dall’altro canto Mashiakh che è il figlio di David – è chiamato nakhàsh / serpente.

Però anche lo scorpione ha un’energia messianica. A questo allude un’espressione nel Talmùd (Sanhedrìn 97a), “tre cose arrivano senza preavviso: ritrovare qualcosa di smarrito, il morso di uno scorpione e l’arrivo di Mashiàkh”.

Il Talmud mette in correlazione il Mashiàkh con lo scorpione, dicendo che entrambi hanno lo stesso DNA, ovvero una dimensione irrazionale. Non a caso il valore numerico di עקרב – akràv / scorpione 372 è uguale a Mashiàkh – 358 + David – 14 ovvero il Mashiàkh che discende da David. E anche Ben 52 + Yishay 320 / figlio di Yishay, poiché Mashiàkh discende da Yishay.

Per cui sia il serpente, sia lo scorpione sono intensamente legati alla dimensione messianica della rettificazione totale: TIKUN OLAM.

Qual è la relazione tra il serpente – Mashiàkh e lo scorpione – Mashiàkh? Il potere del SERPENTE – Mashiàkh è di accendere i nostri cuori. Il potere dello SCORPIONE – Mashiàkh è di raffreddare le persone dal loro “sangue bollente”, dalle passioni e dalle distrazioni di questo mondo.

Ad un livello più profondo, questo riflette due diverse fasi di redenzione – o i suoi due obiettivi diversi. Il primo stadio / obiettivo è il livello Mashiàkh figlio di Giuseppe (serpente), mentre il secondo stadio è il livello del Mashiàkh, figlio di David (scorpione).

Il primo serpente – Mashiàkh si rivolge alla nazione di Israele, risveglia i loro cuori per servire Dio e li riscalda con entusiasmo per lottare per il destino messianico – il compimento di una vita piena di Torà, eliminare il male dal mondo e la costruzione del Santo Tempio di Gerusalemme. In seguito, lo scorpione – Mashiàkh si volgerà con freddo equilibrio verso le settanta nazioni del mondo per portarle vicino al servizio del Dio unico: עקרב – Akràv / scorpione, è anche un acronimo per ע-קרב ovvero קרב – karèv avvicina, ע – ayin / 70 nazioni del mondo, che il Tikkun dello, l’ottavo mese di Mar-Kheshvàn, si applica principalmente alla rettificazione di tutto il mondo.

La capacità di influenzare le nazioni del mondo dipende dal fatto che il Mashiàkh è freddo come il ghiaccio nel suo approccio verso la cultura del mondo e le sue tentazioni. Deve respingere completamente la prigionia dell’uomo verso il labirinto di desideri e dipendenze sempre più diffusi nei nostri tempi. Solo una persona che respinge completamente le culture straniere (scorpione – veleno freddo – apatia) ed è totalmente indifferente alle loro tentazioni può attirare le nazioni del mondo fuori da esse e persino estrarre la scintilla della saggezza umana nascosta in loro e portarle vicino alla santità.

Perciò i due aspetti del Tikkun di Mashiakh sono complementari e le due facce della stessa moneta:

1. quello del calore della santità di Hashèm e l’esempio personale del Mashiakh che ispirerà e guiderà Israèl (serpente).

2. quello esterno in direzione delle nazioni del mondo, tramite il lucido e freddo distacco dello scorpione che permette di non farsi coinvolgere dalle culture pagane (scorpione).

La sua freddezza è il riflesso del suo santo entusiasmo che diventa un canale per divulgare il monoteismo nel mondo. Solo una persona che è priva di qualsiasi motivazione personale e completamente attaccata al divino può raggiungere tutta l’umanità – compresi coloro che sono lontani e diversi da lui – e portare loro la luce della redenzione.

Dopo i calori e le passioni di questa estate, oramai passata, adesso con il freddo alle porte (nonostante le anomalie climatiche… prima o poi arriverà!), può essere difficile mantenere l’allegria e il buon umore.

Siamo appena entrati (da mercoledì 10 Ottobre Rosh Khodesh – capomese) nel periodo dello scorpione che ci dona l’importante occasione di riuscire a rivedere criticamente, dentro di noi, le nostre vite e le piccole quotidiane abitudini, con più equilibrio, con maggiore distacco e forse con un pizzico di saggezza in più.

Impariamo a riconoscere i nostri piccoli o grandi vizi che ci rendono schiavi della materia, dandoci illusorie passioni e momenti apparentemente vitali: alcol, fumo etc.; passare buona parte delle nostre giornate a chattare con “pseudo amici” sui social; o a voler comperare qualcosa da qualche parte perché “solo lo shopping” ci fa sentire felici.

Utilizziamo bene questo periodo freddo nel modo migliore. Proviamo a rettificare noi stessi in modo da vedere meglio le cose, ad agire con più efficacia verso le persone e il mondo attorno a noi: nel lavoro, con i nostri figli e amici. Diventiamo “soci nella creazione del mondo” preparandolo per l’imminente arrivo di Mashiàkh presto nei nostri giorni!

Da un articolo di Rav Yitzchak Ginsburgh

basato su un discorso del Rebbe di Lubavitch

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NOAKH

Al seguente link si trova la lezione sulla nostra parashà molto interessante in formato mp3:

http://www.virtualyeshiva.it/2009/10/22/noakh-5770-disciplina-o-amore/

Dal seguente link si scarica il file audio immediatamente, senza aprire la pagina web:

http://www.virtualyeshiva.it/files/09_10_22_noakh5770_corvocolomba_rigore_amore.mp3

DISCIPLINA O AMORE?

Due importanti insegnamenti di vita ispirati dal comportamento di Noakh che ha inviato prima il corvo e poi la colomba!

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Per sentire le altre lezioni sulla parashà:

http://www.virtualyeshiva.it/2017/10/15/noakh-5773-5-lezioni-precedenti/

Questa Parashà descrive la personalità di Nòakh, la cronologia del diluvio per quaranta giorni, a partire dal 17 di Kheshvàn. Le vicende dopo il diluvio le discendenze dei figli di Nòakh, parla della Torre di Bavel e della discendenza di Shèm fino ad Avrahàm e la gioventù di Avrahàm a Ur Kasdìm.

 

MIDRASHIM

Alcune Riflessioni:
La Torre di Bavèl (Bereshìt 11,4-9) Midrash Bereshìt Rabbà 37-38; Pirkè Derabbì Eli’èzer 24; Midràsh Tankumà b. Nòakh 25 (a pagina 630 del volume Bereshìt edizioni Mamash).

Il Rogo di Ur Kasdìm (Bereshìt 11, 26-28) Midràsh Bereshìt Rabbà 38,19; Bet HaMidràsh 1; Midràsh Aggadà 11; Nèfesh Hakhayìm (a pagina 632 del volume Bereshìt edizioni Mamash).

SIKHOT

Tra ciò che è puro e ciò che non lo è (a pagina 693 del volume Bereshìt edizioni Mamash).

Le Acque del Diluvio (a pagina 696 del volume Bereshìt edizioni Mamash).

Sui seguenti link puoi trovare delle lezioni audio MOLTO interessanti su Noakh:

NOAKH 5771

PERCHE’ NOAKH NON ERA IL PRIMO EBREO!!!
Dal nome di Gerusalemme, che è il simbolo dell’ebraismo, capiremo qual’è la giusta strada per servire Hashem

http://www.virtualyeshiva.it/2010/10/06/noakh-5771-perche-noakh-non-era-il-primo-ebreo/

NOAKH 5770:

DISCIPLINA O AMORE?

http://www.virtualyeshiva.it/2009/10/22/noakh-5770-disciplina-o-amore/

NOAKH 5769:

NOAKH: ZADIK CON LA PELLICCIA!

http://www.virtualyeshiva.it/2008/10/30/noakh-5769-tzaddik-con-la-pelliccia/

NOAKH 5768:

LEONE CHE MORDE NOAKH

http://www.virtualyeshiva.it/2007/10/12/noakh-5768-il-leone-che-morde-noakh/

NOAKH 5766:

ZADIK NELLA SUA GENERAZIONE!

http://www.virtualyeshiva.it/2005/11/06/noakh-5766-zadik-nella-sua-generazione/

Una lezione collegata alla parashà di Noakh:

BALAK 5768 – IL PIU’ GRANDE ANTISEMITA DELLA STORIA!
http://www.virtualyeshiva.it/2008/07/10/balak-5768-il-piu-grande-antisemita-della-storia/ 

 

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