SUKKOT 5779, 10 IMPERDIBILI LEZIONI!!

Questo nuovo anno, 5779, la festa di SUKKOT – CAPANNE va dalla sera del 23 Settembre 2018, 15 Tishrì 5779 fino alla sera del 1° Ottobre 2017, 22 Tishrì 5779 (gli ultimi due giorni sono SHEMINI ATZERET e SIMKHAT TORA’).

Sukkòt 1° giorno: PARASHÀ
1° Sefer Lev 22, 26 – 23, 44
2° Sefer Num 29, 12:16
HAFTARÀ
Zacc. 14, 1;21

Sukkòt 2° giorno: PARASHÀ
1° Sefer Lev 22, 26 – 23, 44
2° Sefer Num 29, 12:16
HAFTARÀ
Italiani: I Re 7, 51-8, 16 Sefarditi/Ashkenaziti: I Re 8, 2-21

 

B”H
fra poco iniziamo la seconda fase delle festività di questo nuovo anno ebraico (5779), la festa delle capanne, Sukkòt, il periodo più gioioso dell’anno, come viene nominato: ZMAN SIMKHATENU.
Come mai tra tutte le 3 feste di pellegrinaggio – Shalosh Regalìm, Sukkòt è la più allegra? Pèssakh no, Shavuòt no e questa si??
Per capire questo dobbiamo andare indietro al periodo in cui Hashem ha fatto uscire il Suo popolo dall’Egitto, per sposarsi con lui e fare il patto. L’ordine delle 3 feste di pellegrinaggio, Shalosh Regalìm partono da Pessàk, che simboleggia la nascita, Shavuòt che rappresenta il matrimonio, infatti prima c’è la nascita e poi ci si sposa. Come in ogni unione ci sono delle regole e così in questo “matrimonio” Dio si impegna a non abbandonare il suo popolo e proteggerlo, mentre Israèl si impegna a rispettare i Suoi comandamenti, le Sue leggi e divulgare così, al mondo intero, che c’è un solo Dio nel mondo e nei cieli. Come è scritto nel Cantico dei Cantici (3, 11): “nel giorno del suo matrimonio” il Talmud Taanìt spiega che questa frase si riferisce a Matàn Torà sul monte Sinài.
Proprio nel Nome Israèl troviamo questo concetto, poiché le prime due lettere IS יש  formano la parole YESH – C’È, mentre le ultime due formano la parola El אל, Dio: qui di C’È UN SOLO DIO! Ecco la missione di Israèl nel mondo, il significato profondo della sua esistenza è celato nel suo nome ISRAEL.
Perciò le tre feste, che iniziano con Pèssakh, sono consequenziali, una sorta di salita progressione spirituale. Sukkòt che è l’ultima delle tre, cosa rappresenta e che funzione ha?
(continua sotto)

Ti riporto i link delle lezioni on line su virtualyeshiva.it della parashà di questa settimana.

Un caloroso Hag Sameah e Shabbat Shalom.
Rav Shlomo Bekhor

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SUKKOT
Al seguente link troverai la lezione della festa di questa settimana in formato mp3:
http://www.virtualyeshiva.it/2011/10/12/sukkot-5772-quando-le-nazioni-unite-uniscono-una-nazione/

Al seguente link potrai scaricare la lezione della festa di questa settimana sul tuo mobile:
http://www.virtualyeshiva.it/files/11_10_11_sukkot5772_sukkot_jobs_quattropiante_scuotere.mp3

QUANDO LE NAZIONI UNITE UNISCONO UNA NAZIONE!

Qual è il significato dell’unione delle quattro piante del Lulav. Perché è fondamentale scuotere il lulav?

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La lezione approfondisce questi punti, attingendo da fonti midrashiche, testi di mistica ebraica e khassidici, in una cornice unica, chiara e comprensibile per tutti, alla luce degli insegnamenti dei grandi Maestri dell’ebraismo.

Per ascoltare le altre 11 lezioni su SUKKOT cliccare al seguente link:
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UN MATRIMONIO DURATO 123 GIORNI
(continua sopra)
Per capire dobbiamo analizzare meglio il concetto del “matrimonio, patto d’unione” con Hashèm: Il 6 di Sivàn Dio si rivela sul Monte Sinai e proclama i 10 comandamenti, annuncia le Sue condizione al popolo di Israèl.
L’indomani il 7 di Sivàn Moshè sale sulla montagna per prendere tutta la TORÀ scritta e orale; l’intero patto, la Ketubà – il CONTRATTO MATRIMONIALE e rimane lì 40 giorni, fino al 16 di Tammùz. Nel frattempo la “sposa” Israèl rimane sotto il baldacchino nuziale in attesa di completare il matrimonio.
Alla fine di questi giorni, la sposa tradisce lo “SPOSO” con il peccato del vitello d’oro, prima ancora di completare il matrimonio. Quando Moshè ritorna, rompe le prime tavole e non da la Torà, poiché è meglio che il matrimonio non venga completato, se la “sposa” ha commesso adulterio. Cosi per difendere Israèl Moshè impedisce la “firma del contratto matrimoniale”. Tuttavia, successivamente, avviene il chiarimento! Si comprende che non è stata la sposa a tradire, bensì il miscuglio di popoli l’erev rav che ha causato il peccato del vitello. Allora viene ordinato di continuare a celebrare il matrimonio.
Per riconciliare i due sposi e convincere il “marito” a concludere il matrimonio, visto che la sposa non l’ha tradito, ma i suoi amici si, Moshè risale l’indomani per portare il nuovo contratto (Shemòt 32, 30) “e fu all’indomani… adesso salirò di nuovo per espiare…” questo giorno era il 18 di Tammùz. Dopo un secondo ciclo di 40 giorni Mosè ridiscende (il 28 di Tammùz), senza buone notizie, ma almeno riesce a bloccare l’ira divina, infatti dice al popolo che il “marito” non si è ancora calmato e persuaso che la sposa è innocente.
Quindi dice alla “sposa” che deve supplicare il perdono, anche se non era veramente colpevole, poiché è rimasta inerme di fronte all’umiliazione dello sposo. Quindi Moshè, assieme alle preghiere del popolo, risale per un terzo ciclo di 40 giorni, il 29 di Av. Questa volta, anche grazie alle richieste di perdono del popolo, alla fine di questi 40 giorni, il 9 di Tishrè, arrivano le Seconde Tavole. Il giorno dopo il 10 di Tishrè arriva il perdono per il peccato più grave commesso da Israèl in tutta la sua storia.
Dopo il terzo ciclo di 40 giorni Dio dice a Moshè che avendo lui strappato il contratto originale (con la rottura delle prime tavole) di sua iniziativa, ora il nuovo contratto lo deve preparare lui (scolpire i blocchi di zaffiro), ma che saranno incise da Dio.
Quindi Moshè prepara le seconde tavole che vengono consegnate il giorno di Kippùr, dando così il perdono al popolo. Per questo Hashèm stabilisce che Kippur è il grande GIORNO DEL PERDONO, poiché come Hashèm ha perdonato la prima volta, anche in futuro, Dio perdonerà il suo popolo.
Finalmente dopo 123 giorni si completa la cerimonia nuziale e adesso si può finalmente festeggiare queste nozze quasi “infinite” e dato che lo sposo è “gentilmen” e sa che la sposa ha bisogno di tempo per preparativi, gli concede 4 giorni per organizzarsi (da Kippùr a Sukkòt).
Secondo l’Arizal ognuno di questi giorni rappresenta e illumina una lettera del NOME del tetragramma (י-ה-ו-ה), per cui questi 4 giorni hanno una grandissima luce spirituale.
Così arrivano i festeggiamenti propria sotto la capanna che è “l’ombra di Dio” (Zohàr – libro dello splendore) dove si trova lo sposo. Quando ci troviamo sotto un tetto di cemento rischiamo di illuderci che la protezione arriva dalla materia e non dal Padre Eterno. Perciò la Sukkà deve avere un tetto bucato, per far entrare l’acqua, in caso di pioggia, per ricordarci che la nostra esistenza e protezione è solo da Hashèm, poiché appunto siamo sotto ‘l’ombra di Hashèm’.
Per questo andiamo all’esterno in una UMILE dimora e VIVIAMO li per 7 giorni, poiché la festa di Sukkòt è la festa che ci insegna a trascurare la materia: senza tappeti, senza lussuosi lampadari, ma molto più vicini a Dio.
Più siamo immersi nella materia e più ci stacchiamo dallo spirito!
Quando arriva Sukkòt ci troviamo nei 7 giorni di festeggiamenti SHEVA BRAKHOT, del matrimonio che è iniziato a Shavuòt ma non si è concluso fino a Kippùr, per questo è il periodo più allegro dell’anno, perché si conclude il processo iniziato a Pèssakh che si conclude a Sukkòt, con i festeggiamenti del patto con Dio che vengono celebrati sotto la Sua ombra e protezione.
Non a caso Sukkòt è una festa internazionale e preghiamo per tutte le nazioni esistenti al mondo nel loro credo e costumi, 70 tori ovvero un sacrificio di protezione per tutte le nazioni del mondo. Questo perché la felicità rompe tutte la barriere e ci da la forza di portare benedizione a tutto l’universo.
Con l’augurio di caricarci con tantissima gioia di vita per un anno intero.
Rav Shlomo Bekhor
Ps.
Se ci capiterà un matrimonio con tanto di ritardi e disagi, non prendiamocela con gli gli sposi! Poiché il nostro primo matrimonio è durato 123 giorni…
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LE QUATTRO PIANTE
La mitzvà del lulàv (palmo) e dell’etròg (cedro) ci richiede di prendere dei rami o dei frutti di quattro differenti specie di alberi (aggiungendo il mirto e il salice) e metterli insieme nel compimento della mitzvà. I Saggi spiegano che ognuna delle specie usate per questa mitzvà si riferisce ad un genere differente di persona, da quella più spiritualmente sviluppata a quella meno raffinata.
La lezione che ne deriva è molto chiara: la mitzvà non può essere compiuta solo con l’etròg, la più elevata delle specie. Il salice – che in analogia alle persone si riferisce ai più bassi livelli – è altrettanto necessario. Allo stesso modo, nessuno può realizzarsi a livello del proprio potenziale individuale senza protendersi verso gli altri e unirsi a loro.
I nostri Saggi spiegano che il lulàv e l’etròg sono simboli di vittoria, che simboleggiano la nostra difesa nel giudizio di Rosh HaShanà e Yom Kippùr. Quando ci stringiamo in unità, come insegnano il lulàv e l’etròg, ci assicuriamo delle benedizioni positive per l’anno a venire.
Sukkòt infine segna anche il termine del processo di teshuvà che è cominciato con il versamento di lacrime di tristezza durante Rosh HaShanà e Yom Kippùr, per culminare a Sukkòt con le lacrime di riconoscenza verso Ha-Shèm che ha perdonato i nostri peccati.

Sukkot è la festa più allegra dell’anno “il periodo della felicità” e la sua gioia è spumeggiante. Per capire meglio il perché e il suo significato intrinseco, sei invitato a sentire le seguenti lezioni.

Qui sotto trovi i link e i titoli delle lezioni degli anni scorsi; ti aiuteranno a capire il significato profondo di Sukkot e del Lulav e a vivere questa festa con calore.

Buon ascolto e Khag Sameah e Shalom a tutti

SUKKOT 5772 – 2011. QUANDO LE NAZIONI UNITE UNISCONO UNA NAZIONE!
http://www.virtualyeshiva.it/2011/10/12/sukkot-5772-quando-le-nazioni-unite-uniscono-una-nazione/ 

SUKKOT 5771 – 2010. IL VALORE DI UN ABBRACCIO
Psicologia nella Torà. Un lezione di vita IMPERDIBILE!
http://www.virtualyeshiva.it/2010/09/27/sukkot-5771-il-valore-di-un-abbraccio/

SUKKOT 5770 – 2009. SUKKOT E LULAV: DUE TIPI DI UNITA! PERCHE’?
http://www.virtualyeshiva.it/2009/10/07/sukkot-5770-sukkot-e-lulav-due-tipi-di-unita-perche/

SUKKOT 5769 – 2008. SUKKOT: LA FESTA PIU RICCA DELL’ANNO
http://www.virtualyeshiva.it/2008/10/17/sukkot-5769-la-festa-piu-ricca-dellanno/

SUKKOT 5768 – 2007. PERIODO PIU ALLEGRO DELL’ANNO!
http://www.virtualyeshiva.it/2007/09/25/sukkot-5768-il-periodo-piu-allegro-dellanno/

SUKKOT 5767 – 2006. SUKKOT = OSPITALITA’
http://www.virtualyeshiva.it/2006/10/06/sukkot-5767-sukkotospitalita/

LEZIONI COLLEGATE A SUKKOT:

YOM TORA’ SPECIALE SUKKOT 5768 – USHPIZIN=OSPITI E IL LEGAME CON REDENZIONE
http://www.virtualyeshiva.it/2007/10/03/yom-tora-speciale-sukkot-5768-ushpizinospiti-e-il-legame-con-redenzione/

HOSHANA RABBA 5768 – IL PICCOLO KIPPUR
http://www.virtualyeshiva.it/2007/10/03/hoshana-rabba-5768-il-piccolo-kippur/

KHAYA 5769 – KHAYA E YEKHIDA: VOLERE E PIACERE – VII parte
http://www.virtualyeshiva.it/2007/07/03/khaya-5769-volere-vii-parte/

TALMUD TAANIT – PAG 2B,3A – LEZIONE 4: LE LIBAGIONI D’ACQUA DI SUKKOT
http://www.virtualyeshiva.it/2010/12/22/talmud-taanit-pag2b3a-le-libagioni-dacqua-di-sukkot/ 

 

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