YOM KIPPUR 5772 – SMETTIAMO DI BALBETTARE

Dopo quattro millenni, gli occhi del mondo sono sempre puntati su Israele!!!
PERCHE’?

Alcuni punti della lezione:

1. l’importanza della preghiera di Rosh Hashanà e di Kippùr, contestualizzata negli
eventi importanti per lo Stato di Israele.

2. Nel 1972 il rabbino capo di Tel Aviv, rav Lau, incontra David Ben Gurion. Nel colloquio che segue, si discorre dell’incontro con i diplomatici inglesi nel 1937, sul diritto di meritare la Terra di Israele per fondare lo Stato Ebraico, visto che tutti gli arabi erano nati nella zona, mentre gli ebrei presenti provenivano, per la maggior parte, dall’Est dell’Europa e dalla Germania.

3. David Ben Gurion, afferma che il diritto di occupare la Terra d’Israele è scritto sulla Torà!

4. Il Rabbino Lau chiede a Ben Gurion di confermare la sua dichiarazione del 1937, e chiede inoltre come mai nel 1937 affermava questo, mentre ora i Sionisti trascuravano la Torà, e volevano fortemente uno stato laico!

5. Se la Torà è una prova inconfutabile del diritto all’esistetenza dello Stato Ebraico, perchè i Sionisti la tascurano ? David Ben Gurion per onestà e senza giustificarsi tace, evitando di rispondere alla domanda del Rabbino Meir Lau.

6. Solo l’osservanza delle leggi della Torà, dell’Halakhà, garantiscono il rispetto per il Popolo d’Israele e il diritto alla Terra d’Israele.

7. L’importanza dell’Amidà di Yom Kippur e di Roshashanà.

8. Gli occhi del mondo sono sempre puntati su Israele!

9. Nel 1984 il Rebbe di Lubavitch, interrompe le hakafot per ben 45 MINUTI per parlare con Benjamin, “Bibi” Netanyahu uno sconosciuto di passaggio al suo Tempio, suscitando la perplessità di tutti, perché tutta questa attenzione! Dopo 27 anni comprendiamo il perché di tutta questa attenzionene.
Infatti nel suo discorso ufficiale e pubblico di B spiega che in un luogo falso e oscuro come l’ONU, basta una piccola luce per illuminare tutto! Nel 2011 Benjamin Netanyahu cita le parole del Rebbe nel suo discorso alla Nazioni Unite!

10. Interessante spiegazione del rabbino Avraham Itzkhàk Kook, sul motivo per cui gli ebrei hanno sempre gli occhi del mondo puntati su di loro!

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in memoria di mio nonno Shlomo ben Hana Bekhor

Chi volesse dedicare una lezione mp3 alla memoria o in onore di un lieto evento, può contattarmi shlomo@mamash.it

Rav Shlomo Bekhor

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Una risposta a YOM KIPPUR 5772 – SMETTIAMO DI BALBETTARE

  1. Daniela Montani scrive:

    Un uomo, il proprietario di un posto di ristoro nel parco di Cesarea, che senza ombra di dubbio aveva sofferto tantissimo, perché internato da piccolo ad Auschwitz, mi disse che non ammetteva il comportamento repressivo d’Israele. Rimasi basita. Moltissime persone che sanno quello che penso, più volte mi hanno chiesto del perché quasi tutti i gentili e spesso anche gli ebrei stessi NON APPROVANO determinate decisioni di guerra, di occupazione territoriale e di difesa. L’unico argomento che ho ritenuto valido è stata la mia esperienza in Israele. Non ho potuto cercare la risposta nella Bibbia, perché non la conosco così in profondità, essendo una semplicissima donna e non un uomo di culto.
    Israele è uno stato bellissimo, si può girare in una sola giornata, passando dalla montagna innevata a un mare cristallino.
    Uno Stato in cui le persone, pur vivendo come in un qualsiasi altro paese, sono costrette a prendere provvedimenti per la loro sicurezza. Primo tra tutti i tre anni di leva, i continui richiami per esercitazioni militari. Gli uomini sono sempre riservisti, se ricordo bene sino ai 50 anni. La leva è un obbligo anche per le ragazze. Poi, vivere con la paura degli attentati. Pagare con un supplemento su quello che si beve e si mangia nei bar o ristoranti, perché vengono controllati da una guardia. Ricordo che, mentre io e il mio compagno mentre stavamo mangiando in un locale a Gerusalemme, entrò una giovane coppia, lei in avanzato stato di gravidanza e lui con un fucile o mitragliatore in mano. Si sedettero accanto a noi e il giovane depose l’arma sotto il tavolino. Dove, dico dove, si sarebbe potuta vedere una scena del genere?
    Io ho girato in taxi, perché avevo paura dei mezzi pubblici, in quanto ai terroristi islamici piace far saltare gli autobus. C’è sempre la paura, che non traspare, ma c’è in tutti.
    I controlli che vengono fatti in aeroporto prima di partire dall’Italia e da Israele, solo perché avevo al collo il ciondolo raffigurante la mano di Fatima e per aver detto che in Israele avevo dei contatti, mostrando il numero di telefono di uno di loro, sono stata tartassata da mille domande. In pratica sono stata trattenuta per più di un’ora.
    Io ero al kibbutz Dor e da lì si sentivano i botti delle bombe che venivano lanciate per esercitazione, oppure si sentivano i caccia, che sorvolavano il confine con il Libano. Insomma, quello che voglio dire è che non è facile essere israeliano a causa del TERRORISMO che colpisce subdolamente. Ricordiamoci che Israele avvisa quando bombarda, lo fa per salvare i civili. IL TERRORISMO NON GUARDA IN FACCIA A NESSUNO. Ricordo che alcuni nemici d’Israele usano i civili come mezzo per non far colpire luoghi strategici. Poi, se i civili muoiono, ecco che tutti si scagliano contro Israele.
    Il muro di Sharon, criticato da tantissimi, è servito per evitare il terrorismo, non debellato, ma diminuito sostanzialmente.
    Chissà se qualche detrattore d’Israele cambia un po’ la sua idea nei confronti di questo piccolo Stato e della sua gente. Probabilmente, credo proprio a causa del Cristianesimo, si sono fatte delle bruttissime idee sull’ebreo e di conseguenza sulla sua Nazione.
    Sull’aereo che mi riportò in Italia non potei fare a meno di lasciare scorrere le lacrime che sino dal check in mi stavano pungendo gli occhi. La mia sofferenza di lasciare Eretz Israel non è paragonabile a chi deve lasciare quella terra Santa per vari motivi, magari anche quello di far crescere i figli in un paese sicuro.

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