Le 3 settimane di lutto e una lezione precedente su MASS’E

Stiamo vivendo le 3 settimane di lutto, iniziate con il 17 di Tammuz e culminanti nel 9 di Av, in memoria della distruzione di Gerusalemme e i due Sacri Templi.

La Chassidut  riflette sul concetto di lutto. Alcuni detti Chassidici insegnano che:

“Non c’è niente di così  complesso, quanto un cuore spezzato” (detto Chassidico)

“La depressione non è un peccato, ma ciò che può fare la depressione, nessun peccato riesce” (detto chassidico).

La tristezza è un male? La Chassidut distingue tra due tipi di dolore: merirut, un dolore costruttivo, e atzvut, un dolore distruttivo.

Merirut è il disagio di chi non solo riconosce i propri difetti, ma si preoccupa per loro, di chi si addolora dei torti che ha commesso, oltre che sulle sue occasioni mancate e sul suo potenziale non realizzato, che si rifiuta di diventare indifferente a ciò di cui è carente sè stesso e il suo mondo.

Atzvut invece è il disagio di chi è disperato, per sé stesso e il suo prossimo, la cui malinconia lo ha svuotato di speranza e di iniziativa, venendo trascinato da esso verso la passività e la depressione.

Merirut è un trampolino di lancio per l’auto-miglioramento; atzvut è un pozzo senza fondo in cui si sprofonda.

La parashà di questa settimana è Mass’è (Numeri 33,1-36,13). Alcuni temi trattati:

Vengono elencati i 42 spostamenti e accampamenti del popolo d’Israele nel deserto: dall’esodo dall’Egitto all’accampamento sulle pianure di Moav, attraverso il fiume della terra di Canan.

Vengono delineati i confini della Terra Promessa e stabilite le città rifugio per gli assassini involontari.

Le figlie di Tzelofchàd sposano uomini della loro tribù di provenienza (Menashè), affinché la terra ereditata dal padre non diventi proprietà di un’altra tribù.

Una lezione precedente su Mass’è, puoi trovarla cliccando qui:

http://www.virtualyeshiva.it/?s=masse

La lezione live di Torà si terrà mercoledì 27 luglio, ore 22.00 circa. E’ sufficiente seguire il link dalla sezione: LEZIONI ON-LINE IN DIRETTA. Non mancate!

Shalom uvrahà

Rav Shlomo Bekhor

 

 

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