PURIM 5771 – PURIM: REALTÀ MASCHERATA!

Gli ebrei invitati alla “Casa Bianca” persiana, dimenticarono il vero RE!

Alcuni punti della lezione:

1. L’unica festa che non ha un nome ebraico è Purim, che significa in persiano “sorti”. Perché? La Meghillà di Estèr inoltre non contiene neanche una volta il nome di D-o. Perché viene allora considerato un libro santo?

2. Perché ci si maschera a Purim e non, per esempio, a Khanukkà?

3. Quale fu la colpa degli ebrei per essere puniti così severamente con lo sterminio progettato da Aman? Il re Akhasverosh invitò anche gli ebrei al banchetto. Il Talmud riferisce che essi “godettero” del pasto. Che cosa significa?

4. Estèr, prima di recarsi dal re, osservò il digiuno, rendendosi meno attraente anche se il sovrano era molto sensibile alla bellezza femminile. Perché agisce in modo apparentemente illogico?

5. Il comportamento di Estèr unisce due approcci distinti: pregare e digiunare oppure agire in modo concreto. I maestri insegnano che la Torà indica una sola di via comportamento e non due. La natura non è un’entità autonoma, ma uno strumento fornitoci da D-o. La natura è la mano nascosta di Hashem!

6. Per salvare tutti gli ebrei, Estèr e Mordekhai dovettero mettere in secondo piano gli aspetti naturali bilanciando così il comportamento di quanti al banchetto avevano preferito seguire la natura, abbandonando D-o.

7. Il significato profondo di Purim è “occultato” come indica il nome Estèr (in ebraico “nascondere”). La natura è solo un tramite, dietro cui si nasconde Hashem!

Riassunto.

Viene analizzato un concetto molto importante, approfondito in diversi discorsi del Rebbe di Lubavitch in occasione di Purim.

Si rivelano alcuni temi nascosti nella Meghillà di Estèr.

Esistono due prospettive filosofiche di vita. La prima non concede all’uomo il libero arbitrio e considera che tutto dipende da Hashem. La seconda invece considera importanti solo l’aspetto materiale e rifiuta la spiritualità. Entrambe queste prospettive sono sbagliate.

La Meghillà di Estèr ci mostra come la regina prima digiuni e preghi e, poi partecipi al banchetto utilizzando gli strumenti naturali (diplomazia, ecc.); mettendo in pratica sia l’approccio spirituale che quello materiale. 

La festa di Purim ci mostra come la natura sia solo un strumento creato da D-o e che l’unica cosa che conta nel mondo è Hashem! Il divino è presente anche dove non è rivelato apertamente.

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rav Bekhor

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Una risposta a PURIM 5771 – PURIM: REALTÀ MASCHERATA!

  1. Rottas scrive:

    B’H’ SHALOM CARISSIMO RAV SHLOMO,
    Peccato commesso a Purim: godere del banketto (fatto alla vigilia di Kippur) offerto da Hahashverosh nel senso di sentirsi gratificati come persone importanti gradite al re trascurando il vero Re KBH, nn aver capito ke tutte le apparenze sono solo tali ma in realtà nascondono l’operare di KBH come la Natura. KBH è presente ma è nascosto e questo da forza illusoria agli atei ed ai scettici. Dov’è la musica nel violino? Dov’è la forza nella Terra ke fa crescere piante, alberi, grano ecc? Così nella Meghillat KBH è nascosto, nn compare il Suo Nome anke se è evidentissimo tt il Suo operare. Anke in Tetzavè ke si legge quasi sempre nella settimana di Purim nn compare il nome di Moshè. SKOIAH,HAZAK BARUH

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