VAYIKRA 5771 – LA KABBALÀ DEGLI SCACCHI

Perché solo il “pedone”, il pezzo maggiormente limitato, può raggiungere il massimo e diventare regina?

Alcuni punti della lezione:

1. Nel Levitico, cap 4, 2, è riportata la frase: “quando l’anima peccherà” . Come si spiega che è l’anima a peccare e non il corpo? Un midrash ci insegna il parallelismo tra anima e corpo citando l’esempio di un cieco e uno zoppo che collaborano nel commettere un furto; cosa che sarebbe impossibile se agissero singolarmente. Perché il midrash ci riporta questo esempio apparentemente scontato? 

2. Nel midrash il corpo è associato al cieco. Qual è il suo limite? Il peggior cieco è chi pensa di non esserlo ed è convinto di vedere: così si comporta il corpo.

3. L’anima che può vedere il divino e concepire ciò che è superiore, viene associata allo zoppo. Perché l’anima è immobile come lo zoppo e solo tramite il corpo riesce ad avere un’unione più elevata!

4. Un prezioso approfondimento del Rebbe di Lubavitch sul gioco degli scacchi, ci insegna l’analogia tra il nostro rapporto con il divino e quello dei diversi pezzi degli scacchi. In quali termini si esprime questo parallelismo? L’uomo corrisponde al pedone, che si muove limitatamente e cresce poco alla volta; ma se riesce ad andare avanti e a raggiungere la fine della scacchiera, può raggiungere un’unione con il Padre Eterno superiore a quella degli angeli, diventando una regina (diventa tutt’uno con la Shekhinà).

5. Quando nella vita incontriamo delle difficoltà non dobbiamo deprimerci, ma comprendere come esse siano un’opportunità per elevarci e per far collaborare anima e corpo!

Riassunto.

Perché solo il pedone limitato può raggiungere il massimo e diventare regina?

Il midrash narra della vicenda di un cieco e di uno zoppo che collaborano nel riuscire in un furto. Così l’analogia con il giorno del giudizio, in cui Hashem giudicherà l’anima insieme al corpo per aver cooperato nel commettere i peccati. L’anima ha bisogno del corpo e viceversa, inoltre il midrash ci insegna la vera natura dei due aspetti.

Il corpo è come il cieco, l’anima non può camminare, insieme possono fare grandi cose, ma possono anche compiere grandi danni.

Il corpo è dinamico e in continua trasformazione, ma non può vedere la realtà, limitandosi a percepire solo ciò che è materiale. L’anima invece non è corrotta dall’illusione del materialismo, ma è bloccata, in quanto ferma nella sua perfezione di origine divina.  Tramite il corpo, l’anima riesce ad avere un unione elevata con Hashem.

Un approfondimento del Rebbe di Lubavitch sul gioco degli scacchi ci insegna il parallelismo tra i ruoli delle pedine nel gioco e il rapporto con il divino. Il Re corrisponde a D-o, la regina alla Shekhinà, gli alfieri e la torre alle schiere di angeli, i due colori (bianco e nero) sono il dualismo del bene e del male, entrambi a pari forze, nella loro sfida. Infine i pedoni, corrispondendi all’uomo, se raggiungono la fine si trasformano nella regina, raggiungendo la dimensioni massima, quindi unendosi ad Hashem.

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Una risposta a VAYIKRA 5771 – LA KABBALÀ DEGLI SCACCHI

  1. Rottas scrive:

    B’H’ SHALOM CARISSIMO RAV SHLOMO,
    lezione sensazionale! Bellissima la metafora del cieco/corpo e zoppo/anima e meravigliosa la metafora degli scacchi,bravissimo!!! Gli ostacoli possono essere superati solo lottando e ci rinforzano xkè senza l’ostacolo nn avremmo lo stimolo la sfida da accettare.Superando l’ostacolo cresciamo diventiamo + esperti + saggi, senza l’ostacolo staremmo fermi e nn faremmo nulla e nn miglioreremmo,l’ostacolo è necessario.L’amima senza corpo nn può progredire anke se deve limitarsi. L’anima quando pecca è xkè il corpo debole ai piaceri materiali la fa sbagliare ma involontariamente xkè l’anima ke è pura nn pekkerebbe. Ed infatti l’espiazione avviene solo x i peccati involontari xkè x i peccati volontari la soluzione è solo la Teshuvà. E come avviene l’espiazione? Bruciando un animale: “l’animale ke è dentro di noi:la neshamà behemit”;quando il peccatore vede l’animale bruciare sull’altare realizza ke è il suo corpo ad averlo indotto a peccare e si pente e si avvicina (karov/korban) a KBH, crescendo e quindi migliorandosi. SKOIAH,HAZAK BARUH

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