VAYAK’HÈL 5769 – ARON HAKODESH: UN OGGETTO NON OGGETTO?

Centralità dell’Aaron Hakodesh. Perché Shlomo costruisce il Santuario pur sapendo che sarà distrutto?

Alcuni punti della lezione:

1. Nella descrizione del Maimonide degli oggetti contenuti nel Santuraio, viene omesso completamente l’Aaron HaKodesh. Perché? Che cosa rappresenta?

2. Quando Shlomo haMelech costruì il Santuario conosceva molto bene l’importanza e la centralità dell’Aaron HaKodesh, e predispose un luogo sicuro e nascosto in un sotterraneo sotto il Kodesh Kodeshim. Perché? Che cosa sapeva?

3. La Shekhinà è sempre presente anche ai nostri giorni. Da dove si può capire ciò? Come si relaziona con il luogo della spianata a Yerushalaiym? Perché un ebreo non può e non deve calpestarla?

4. Nel secondo Santuario l’Aaron HaKodesh non era posizionato nel Kodesh Kodeshim in maniera visibile. Dove si trovava?

5. Chi ci assicura che il terzo Santuario sarà eterno?

6. Perché anche noi saremo eterni con Tekhiyat Hametim?

Riassunto.

Centralità dell’Aaron Hakodesh.

Perché Shlomo costruisce il Santuario pur sapendo che sarà distrutto?

Shlomo haMelech intuisce che salvando l’Aaron HaKodesh il Tempio non verrà mai completamente distrutto in quanto ne preserva la vera essenza,  predisponendo un luogo sicuro e nascosto per occultarlo dai nemici in un sotterraneo sotto il Kodesh Kodeshim.

La spianata a Yerushalaiym è un luogo santo che un ebreo non può calpestare in quanto essendo ancora presente l’Aaron HaKodesh lo è anche la Shekinà, anche se in maniera non rivelata.

Il primo Santuario rappresenta tramite l’associazione con Avraham Avino, un attributo di bontà, qualità che se non amministrata a dovere può essere pericolosa in quanto chi aiuta un malvagio danneggia inesorabilmente il giusto. Quindi in questo caso si tratta di una qualità sbilanciata quindi imperfetta e di conseguenza il primo Santuario venne distrutto.

Il secondo Santuario viene associato ad Yitzkhak, il cui attributo di rigore valorizza di più chi riceve. Anche qui vale lo stesso principio applicato al primo.

Il terzo Santuario viene rappresentato da Yaakòv, con l’ attributo di clemenza ed in pratica è la perfetta unione dei primi due che sono contrapposti tra loro. Un espressione di bontà unita al rigore. Un attributo perfetto, pertanto il terzo Santuario sarà eterno.

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rav Bekhor

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Rav Shlomo Bekhor

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Una risposta a VAYAK’HÈL 5769 – ARON HAKODESH: UN OGGETTO NON OGGETTO?

  1. Rottas scrive:

    B’H’ SHALOM CARISSIMO RAV SHLOMO,
    splendida lezione,Hessed e Ghevurà giustamente combinati danno Tiferet (Bellezza) ke è la giusta via di mezzo ke da equilibrio alla bilancia. Pertanto il 3° BeitHamikdash sarà il risultato di questa combinazione e se guardiamo cn analisi gli ultimi 2000 anni possiamo vedere ke ci stiamo evolvendo in questo senso. Bene ke l’osso Luz memorizzi il DNA della settimana appena conclusa cn l’Avdalà durante il Melavè Malka così da avere la possibilità durante la Thiat aMetim di ricostruire perfettamente la persona sia Behemit ke Elokit. Ed allora in Tiferet il corpo sarà perfetta sintesi di basso/alto, Ghevurà/Hessed: ETERNO. Il TANAH dice ke solo 3 sono riusciti ad arrivare a sto risultato: Hanoh, Moshè ed appunto Eliahu HaNavì ke citiamo nell’Avdalà, nel BrithMilà e al Seder di PESAH.Cn l’auspicio dell’arrivo di MASHIAH ZIDKENU BIMERA’BEIAMENU subito,AMEN. SKOIAH,HAZAK BARUH

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