KHUKAT 5768 – MOSHE NON ENTRA IN ISRAELE! PERCHE’?

Anche l’uomo più umile sulla terra può peccare con un minimo di orgoglio!

Una lezione dedicata al 3 di Tammuz, giorno in cui il Rebbe di Lubavitch ha lasciato questo mondo fisicamente!

Alcuni punti della lezione:

1. Perché è importante educare i figli con positività? E’ necessario insegnare loro a non giudicare superficialmente, imparando a vedere solo il bene interiore di ogni persona.

2. Qual è la natura del grave peccato di Moshé che gli impedisce di entrare in eretz Israel?

3. La genitorialità in ebraico si esprime con la parola “horim” (educatori), che non è legata al concetto di “generare”. Una madre e un padre devono pertanto impartire insegnamenti che abbiano una valenza positiva; i valori si trasmettono solo con positività e con armonia, non con severità e con rigore. Infatti è sufficiente una parola fuori posto, che si possono indurre nei figli dei gravi traumi, i cui effetti si misurano in tutta la sua vita!

4. Da un racconto di una vicenda accaduta al Rebbe, si può trarre un importante insegnamento sull’educare e sul rivolgersi correttamente ai figli.

Riassunto.

Anche l’uomo più umile sulla terra può peccare con un minimo di orgoglio!

Una lezione dedicata al 3 di Tammuz, giorno in cui il Rebbe di Lubavitch ha lasciato questo mondo fisicamente!

≈ ≈

Per effettuare il download della lezione AUDIO in ALTA qualità (anche sul cellulare) seguire quanto indicato sotto:

Per poter ascoltare la lezione, anche dal cellulare, attiva il pulsante di ascolto riportato sotto:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.


in memoria di mio nonno Shlomo ben Hana Bekhor

Chi volesse dedicare una lezione mp3 alla memoria o in onore di un lieto evento, può contattarmi shlomo@mamash.it

Rav Shlomo Bekhor

 

Questa voce è stata pubblicata in Khukat, Psicologia e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *