KEDOSHIM 5768 – AMA IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO!

Quattro spiegazioni su come si può amare il prossimo come sè stesso. Rabbi Akiva e Hilel hazaken affermano che questo precetto rappresenta tutta la Torà.

Alcuni punti della lezione:

1. Ramban afferma che è inverosimile, se non impossibile, amare il prossimo come sè stesso. La Chassidut spiega su tale commento che quando una persona guarda la parte divina che c’è nel prossimo allora può veramente riuscire ad amarlo come ama se stesso, riconoscendo come entrambi non sono altro che una scintilla del Creatore (Tanya cap 32).

2. Una seconda spiegazione si basa sul concetto che solo se una persona  non ama veramente sè stessa non riesce ad amare il prossimo. Solamente nell’imparare ad amare il proprio “io” profondo, non quello superficiale, si acquiscono gli strumenti per amare veramente il prossimo. 

3. La vera strada per saper amare il prossimo è nascosta nella seconda parola del precetto: REAKHA’ – il tuo amico, che vuole anche dire colui che ti è vicino. Se guardiamo le lettere vicino a reakhà: dopo la lettera Resh c’è una Shin, dopo la ain c’è una pei e dopo la khaf c’è una lamed. Unendo le tre lettere insieme si ottiene la parola SHAFEL che vuole dire umiltà. Per arrivare ad un amore sincero e profondo, occorre mettere da parte il proprio ego che divide dal prossimo e divide dalla propria essenza profonda.

Riassunto.

Quattro spiegazioni su come si può amare il prossimo come sè stesso. Rabbi Akiva e Hilel hazaken affermano che questo precetto rappresenta tutta la Torà.

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Una risposta a KEDOSHIM 5768 – AMA IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO!

  1. Rottas scrive:

    B’H’ SHALOM CARISSIMO RAV SHLOMO,
    fantastica la storia dello Zadik ke si prende il difetto della moglie di zoppicare già prima di scendere in questo mondo x evitare alla moglie di essere umiliata! Mitico il capitolo 32 del Tanya sull’Ahavta lereaha camoha. Già in un altro shiur avevi spiegato come questa Mitzvà ke poi rappresenta tt la Torà può essere adempiuta cn l’Amore verso la propria moglie ke poi è la ns stessa Anima. Il problema è ke questo mondo è falso e superficiale e se nn si sta Bene attaccati alla Torà ed alle Mitzvot si riskia di dare al corpo il sopravvento facendo vincere lo yetzer a ra. Infatti come spieghi al termine della lezione è il caso delle persone malviventi come dice etimologicamente la parola stessa. Amare di più noi stessi aiuta ad amare il prossimo xkè spesso vediamo nel prossimo i ns difetti ke nn amiamo e ciò ci porta anke a nn amare. SKOIAH,HAZAK BARUH

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