TETZAVVE 5768 – IL SILENZIO DELL’OLIO CHE BRUCIA!

Quando c’è un contrasto, consegue rumore. Quando c’è vicinanza, c’è silenzio.

Hitpaalut e dvekut, due stati emozionali diversi della preghiera, due condizioni per unirsi a D-o.

 

Alcuni punti della lezione:

1. L’abito del Cohen gadol era particolare: sul bordo inferiore dovevano essere fatti dei piccoli melograni di colore azzurro, e dentro ad essi delle campanelle. Che cosa significa? Qual è l’interpretazione del Rashi? Cosa dice il Nacmanide?

2. Gli abiti del Cohen gadol dovevano fare rumore. Perché?  “fare rumore” è un’introduzione al lavoro o è parte del lavoro stesso?

3. Quando noi preghiamo ogni mattina, la nostra preghiera corrisponde ai quattro mondi. Qual è l’ordine?

4. La Chassidùt spiega che, durante la preghiera mattinale, tutte le parti iniziali prima dell’Amidà devono essere espletate con hitpaalut (eccitazione). All’Amidà ci si deve approcciare con dvekut (sentimento di unione). Perché?

5. L’eccitazione verso qualcosa è un segno di trovarsi in uno stato particolare. Quale? Chi invece non prova eccitazione, significa che si trova in uno stato animalesco. Perché?

6. Il rumore e l’eccitazione durante la preghiera potrebbe essere la conseguenza dell’ego. Perché?

7. Un Chassid per cercare un momento di spiritualità, compie movimenti agitati. Perché? Quale condizione cerca di ottenere?

8. Nel cantico dei Cantici è scritto “Tu sei paragonato al melograno” rivolgendosi anche agli ebrei più lontani. Che cosa significa il paragone con il melograno? Perché?

Riassunto

Quando c’è un contrasto, consegue rumore. Quando c’è vicinanza, c’è silenzio, come l’olio d’oliva che brucia senza fare rumore, in quanto l’olio proviene dall’interno del frutto stesso.

Secondo il Rashi il Cohen gadol faceva il servizio nel tempio con rumore.

Hitpaalut e dvekut, due stati emozionali diversi della preghiera, due condizioni per unirsi a D-o.

Anche l’ebreo più lontano è colmo di mitzvot, come il melograno con tanti grani.

Il Rebbe ci conferma che la nostra generazione, con tanti ebrei lontani, che dopo i drammatici eventi del secolo hanno perso la fede,  ha il dovere di diffondere la presenza di D-o nel mondo, prendendo l’esempio del servizio del Cohen gadol, che lavorava “con rumore”!

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Una risposta a TETZAVVE 5768 – IL SILENZIO DELL’OLIO CHE BRUCIA!

  1. Rottas scrive:

    B’H’ SHALOM CARISSIMO RAV SHLOMO,
    il melograno è pieno di kikki come le tante Mitzvot ke Am Yehudì deve fare, campanellini come bussare alla porta x avvisare dell’arrivo dell’ospite. Poi però Yom Kippur silenzio nel Kodesh Hakodashim cn abiti semplici di lino. Il rumore è l’introduzione è l’avvicinamento alla Santità come quando si vede un amico da lontano e ci si agita x farsi notare; ma poi raggiunto l’amico nn serve più ci si abbraccia in silenzio.Interessante l’analisi dell’approccio prima eccitati e poi calmi all’Amidà (davanti alla Shehinà) passando dai 4 mondi Assià, Yetzirà, Bria ed Azilut. SKOIAH,HAZAK BARUH

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