KHAYA 5769 – KHAYA E YEKHIDA: VOLERE E PIACERE – II parte

La seconda puntata sul livello dell’anima di Khay? (secondo dall’alto), parte del ciclo di lezioni sui 5 livelli dell’anima.

Le tappe del viaggio:

1. Introduzione al livello di Khaya mediante breve schematizzazione dei cinque livelli dell’anima;

2. Definizione del concetto di Khaya in se stesso e in rapporto agli altri livelli con particolare riferimento al rapporto Khaya=volere all’intelletto;

3. Schemi logici della volontà: esempi relativi al bisogno della natura umana di avere giustificazioni logiche;

4. Distinzione di due diversi tipi d’unione con relativa spiegazione del perch? uno risulti essere dal carattere limitato e l’altro illimitato.

La meta:
Una volontà che parte da una logica, da un qualcosa di esterno rimarr? relegata unicamente al terzo livello limitato dell’anima senza avere la possibilità di andare oltre, di poter raggiungere i livelli illimitati dell’anima.

Breve descrizione: Parliamo di Khaya
Una breve introduzione generale ai cinque livelli dell?anima lascia spazio all’approfondita trattazione di uno di essi: Khaya-Volere.
In questa lezione Rav Bekhor illustra la vera essenza della volontà rilevandone il suo naturale carattere illimitato seppure, molto spesso, questa si trovi incastrata nei limiti esterni della razionalità, della logica.
L’oggetto del discorso è la spiegazione del reale significato che si cela dietro al Volere davvero qualcosa; Amare davvero qualcosa, definendoci come un desiderio dell’anima e in quanto tale: irrazionalizzabile, ingiustificabile.

Nel corso del discorso si analizza i differenti aspetti, le diverse influenze della volontà evidenziandone: l?essenza illimitata, la capacità di condizionare gli altri livelli, d’incrementarli. Ancora illustra il bisogno d’intelletto che la volontà ha e al contempo l?importante capacità, da sviluppare, di mantenerla libera da esso, di evitare insomma, che ne sia offuscata.

Successivamente si procede analizzando le dirette conseguenze che Khaya comporta in termini di rapporti sociali distinguendo due diversi tipi di unione: un’unione padre/figlio, moglie/marito ecc dal carattere infinito e un unione per es. fra amici, soci da definirsi invece come limitata. Questo perché quest’ultima non tocca l?interno, ma rimane esterna e quando una volontà, un amore partono da una logica, da qualcosa di esterno non arriveranno mai a toccare l’intimità, ma si limiteranno unicamente al terzo livello limitato dell’anima, l’intelletto, senza poter andare oltre e senza mai raggiungere i livelli illimitati dell’anima: Khaya (Volere) e Yekhida (Piacere)

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in memoria di mio nonno Shlomo ben Hana Bekhor

Chi volesse dedicare una lezione mp3 alla memoria o in onore di un lieto evento, può contattarmi shlomo@mamash.it

Rav Shlomo Bekhor

 

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Una risposta a KHAYA 5769 – KHAYA E YEKHIDA: VOLERE E PIACERE – II parte

  1. Rottas scrive:

    B’H’ SHALOM CARISSIMO RAV SHLOMO,
    Interessantissima l’analisi del volere razionale e di quello irrazionale infinito ke trascende ed è di fatto potere. La descrizione di un amicizia basata sulla logica o il rapporto padre/figlio kiariscono bene il concetto. L’anima è prigioniera del corpo fino a quando nn trova armonia cn esso e la capacità di esprimersi indipendentemente dal corpo e dai suoi bisogni, allora raggiunto questo equilibrio il corpo e l’anima stanno bene insieme e c’è la realizzazione dell’anima nei mondi inferiori. Difficilissimo ma nn impossibile. SKOIAH,HAZAK BARUH

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