VAYIKRA 5766 – PIGRIZIA ED ENTUSIASMO + RESTITUIRE GLI OGGETTI RUBATI

Diverse prospettive con cui analizzare il tema dei sacrifici.

Alcuni punti della lezione:

1. Perché in questa parashà si tratta specificatamente il tema dei sacrifici?

2. A volte gli uomini tendono ad invertire le cose giuste con quelle sbagliate. Hashem ci ha dato due atteggiamenti opposti: la gioia e l’entusiasmo da un lato e la pigrizia dall’altro. Non dobbiamo mettere l’entusiasmo nelle cose materiali, ma saperlo investire per la spiritualità.

3. Il sangue e il grasso vanno bruciati sull’altare. Qual è il loro significato? Nell’effettuare il sacrificio che cosa si vuole orientare?

4. Alla fine della parashà è scritto che se una persona ha rubato un oggetto a qualcuno, tale oggetto deve essere restituito. Qual è il rapporto di questo comandamento con Moshè e Yitrò? Qual è il significato allusivo della frase per cui Aaron viene nominato sacerdote nel Santuario? 

5. Ci sono vari tipi di peccati e relative modalità di perdono, esplicitate dai sacrifici. Se una persona non sa di aver peccato deve portare un sacrificio pari a colui che ha peccato in modo volontario. Perché un’espiazione così forte? Come può un peccato volontario avere una valenza minore rispetto a quello dubbioso?

6. L’ambiguità della Haggadà di Pesach connessa al quinto bambino, quello che non è elencato, in quanto non presente. Il nostro dovere è di prendere questo bambino e portarlo al sèder.

Riassunto.

Diverse prospettive con cui analizzare il tema dei sacrifici.

Dopo le parashà del Libro dell’Esodo che narrano della costruzione del Mishkàn, dei suoi oggetti e degli abiti, si entra in questa parashà nella descrizione delle modalità con cui effettuare i sacrifici.

Bruciare il sangue, che rappresenta l’agilità e il grasso che rappresenta la pigrizia, ha il significato di orientare sulla giusta via voluta da Hashem questi due fattori. Il grasso per le cose materiali e il calore umano, l’entusiasmo nella spiritualità.

Quando si porta un sacrificio occorre vivere il pentimento con grande consapevolezza e intensità. Colui che è in dubbio se aver peccato o meno, deve portare un sacrificio pari al peccatore volontario. Più è grande il peccato, maggiore deve essere l’espiazione.

Una persona che sa di aver un problema interiore, di aver commesso un peccato ,si trova in una condizione di minor gravità rispetto a colui che non sa di avere un problema. Il danno procurato da un peccato che non si sa di aver fatto è molto più grave rispetto al danno prodotto da un peccato volontario.

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rav Bekhor

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